Condividere il letto con il bambino è una pratica antichissima e ancora diffusissima in tutto il mondo. Le linee guida ufficiali sconsigliano il bedsharing nelle prime settimane, soprattutto in presenza di fattori di rischio, ma molte famiglie lo praticano comunque. In questo caso, conoscere come farlo in modo sicuro può ridurre concretamente i rischi.
Co-sleeping vs. bedsharing
È importante distinguere i due termini: il co-sleeping indica dormire nella stessa stanza (pratica raccomandata per almeno 6-12 mesi), il bedsharing indica dormire nello stesso letto. Le linee guida AAP raccomandano il co-sleeping (stessa stanza, letti separati) ma sconsigliano il bedsharing soprattutto nei bambini sotto i 4 mesi.
Fattori di rischio da evitare assolutamente
Se scegli di praticare il bedsharing, alcune condizioni aumentano il rischio in modo significativo e vanno evitate:
- Uno dei genitori fuma (anche se non fuma a letto)
- Uno dei genitori ha consumato alcol o farmaci sedativi
- Il bambino è prematuro o ha basso peso alla nascita
- Il materasso è molto morbido, con cuscini, coperte pesanti o spazi in cui incastrarsi
- Divano o poltrona: assolutamente controindicati
Il modello SAFE (UNICEF/BASIS)
Le linee guida UNICEF/BASIS descrivono un modello di bedsharing più sicuro: materasso rigido, niente cuscini vicino al bambino, temperatura fresca, bambino sulla schiena, mamma al fianco (non il papà, più pesante, nelle prime settimane). L'allattamento al seno è un fattore protettivo aggiuntivo.
📚 Evidenze scientifiche
- UNICEF/BASIS Safe Cosleeping guidelines 2022
- McKenna JJ, Gettler LT. — Dev Rev 2016
- Blair PS et al. — BMJ 2014