L'induzione del travaglio è una procedura sempre più comune: in Italia interessa circa il 20-25% dei parti. Capire perché viene proposta, come funziona e cosa aspettarsi aiuta a viverla con maggiore consapevolezza e meno ansia.
Quando viene proposta l'induzione
Le indicazioni principali per l'induzione includono:
- Gravidanza prolungata: oltre le 41-42 settimane il rischio di complicanze aumenta
- Rottura prematura delle membrane: se il travaglio non inizia entro 24-48 ore dalla rottura del sacco
- Preeclampsia o ipertensione gestazionale grave
- Restrizione di crescita fetale (IUGR) con segni di compromissione
- Diabete gestazionale non ben controllato
Come funziona l'induzione
I metodi principali utilizzati sono:
- Prostaglandine (gel o ovuli vaginali): ammorbidiscono e maturano il collo dell'utero (cervice), il primo passo necessario
- Palloncino (sonda di Foley): metodo meccanico di dilatazione della cervice
- Amniorexi (rottura artificiale del sacco): praticata quando la cervice è già matura
- Ossitocina in flebo: stimola le contrazioni, di solito dopo la rottura del sacco
Cosa aspettarsi
L'induzione può essere lunga, soprattutto se la cervice non è ancora matura. Le contrazioni possono essere più ravvicinate e intense rispetto a un travaglio spontaneo. Il monitoraggio fetale continuo è obbligatorio. Chiedi sempre al tuo team come procedere e quali sono le opzioni per la gestione del dolore.
📚 Evidenze scientifiche
- Middleton P et al. — Cochrane 2018, induction vs expectant management
- WHO Induction of labour guidelines 2011
- ACOG Induction of Labor 2014